Categoria: Blog

Dal numero 41 di Toscana Oggi, in uscita questa settimana, riportiamo l’articolo di Luca Primavera, giornalista del settimanale regionale e dell’emittente TSD, in occasione del viaggio in Terra Santa organizzato dalla Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici).

REPORTAGE DALLA TERRA SANTA

Per poter sopravvivere i cristiani puntano su scuola e educazione

di Luca Primavera

Basilica del Santo Sepolcro, la “scala inamovibile”

Osservando la facciata della Basilica del Santo Sepolcro è possibile notare una piccola scala a pioli di legno appoggiata su un cornicione ai piedi di una monofora. È lì dal 1854. La chiamano la “scala inamovibile” ed è il simbolo del cosiddetto “Status quo“, ovvero il decreto che regola i diritti di proprietà e di accesso delle comunità cristiane all’interno del Santo Sepolcro, della tomba di Maria a Gerusalemme e della Basilica della Natività a Betlemme. Lo Status quo assegna la Basilica quasi interamente ai greci ortodossi, regolando tempi e luoghi di adorazione e celebrazione anche per i cattolici (rappresentati dall’Ordine francescano), gli armeni, i copti, i siri e gli etiopi. Dal XII secolo due famiglie musulmane sono custodi della chiave dell’unico portone di ingresso, sul quale nessuna Chiesa ha diritto. Da quando il Sultano ha emanato lo Status quo nel 1852 …continua a leggere

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“Nella mia vita non avevo mai conosciuto dei palestinesi e nemmeno lui aveva conosciuto degli israeliani, ma solo i soldati ai checkpoint. Mi ha fatto piacere sentirgli dire che c’è Israele e ci sono gli israeliani. Io, allo stesso modo, posso dire che c’è la Palestina e ci sono i palestinesi. Non solo terrore, diffidenza e paura”. Il racconto di Noemi comincia così, mentre parla stringe tra le mani una tazza di caffè caldo. Venticinque anni, studentessa israeliana di architettura, Noemi è di Sde Boker, località del Negev, famosa per il suo kibbutz dove si ritirò David Ben Gurion, lo statista israeliano che proclamò nel 1948 la Costituzione dello Stato di Israele, di cui fu primo Premier e primo ministro della Difesa. Da quattro mesi risiede nello Studentato internazionale dell’Associazione Rondine Cittadella della Pace, situata nell’omonima frazione di Arezzo, dove segue un master universitario, grazie a borse di studio messe a disposizione da istituzioni e privati. Vicino a lei è seduto Ibrahim, palestinese di Jenin, città dove è ambientato il romanzo di Susan Abulhawa, “Ogni mattina a Jenin”, una sorta de “Il Cacciatore di Aquiloni” in versione palestinese, nelle cui pagine trasuda la dolorosa storia di un popolo e …continua a leggere

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Colpi di mortaio hanno danneggiato ieri la scuola primaria cristiana S. Giovanni Damasceno nel quartiere di Al- Qassaa a Damasco, provocando la morte di 5 bambini e il ferimento di altre 27 persone. Un altro razzo ha colpito uno scuolabus a Bab Touma, sobborgo di Damasco a maggioranza cristiana, ferendo 5 alunni. Nella medesima area, un colpo di mortaio ha colpito la chiesa della S. Croce, già colpita nei giorni scorsi e un altro colpo ha danneggiato la Chiesa di S. Cirillo. Altre tre persone sono state uccise da un razzo, sempre nel centro della capitale.
Nei giorni scorsi un razzo aveva colpito anche la Nunziatura Apostolica, mentre domenica 10 novembre un colpo di mortaio, colpendo un’auto per strada, aveva ucciso un uomo cristiano con i suoi quattro figli.

Da giorni il centro storico e la parte più moderna del centro di Damasco sono bersaglio di una pioggia di colpi di mortaio sparati dai ribelli armati annidati nei quartieri circostanti, occupati dai miliziani. Come spiega all’agenzia Fides un sacerdote di Damasco, “i quartieri sono colpiti in modo indiscriminato, solo perché sono aree sotto controllo dell’esercito regolare. E la popolazione civile ne fa le spese. Sono nel mirino i sobborghi di Damasco come …continua a leggere

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Domenica 17 novembre, presso l’Agriturismo “Antico Borgo de’ Romolini” in Gricignano (Sansepolcro), l’Associazione Habibi organizza un pranzo di beneficenza finalizzato a raccogliere fondi per realizzare una nuova lavanderia per la casa famiglia per bambini disabili di Betlemme “Hogar Niño Dios”.

Il presidente dell’Associazione, Don Mario Cornioli, sacerdote di Sansepolcro da molti anni al servizio del Patriarcato Latino di Gerusalemme, spiega che il contributo andrà ad aiutare l’opera delle Suore del Verbo Incarnato che si prendono cura di una comunità di oltre venti bambini con gravi disabilità, orfani o abbandonati dalle famiglie proprio per le loro condizioni di salute.
L’Associazione Habibi, con vice-presidenti Natalina Battistelli e Gaetano Zucchini e segretario Francesco Del Siena, fondata appena due mesi fa, raccoglie molti sostenitori e volontari di tutto l’Altotevere Umbro e Toscano ed ha già messo in cantiere numerose iniziative di solidarietà.
La nuova lavanderia della casa famiglia di Betlemme è il progetto principale che occuperà gli sforzi dell’Associazione da qui a Natale, contando sulla generosità di tutti gli amici che vorranno unirsi a questa gara di solidarietà.
Per partecipare al pranzo è obbligatoria la prenotazione. I contatti sono i seguenti: tel. 3493573361, email info@associazionehabibi.org

DA RIVEDERE ONLINE:

Il servizio sulla Hogar Nino Dios di …continua a leggere

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Zaatari, il più grande campo profughi che ospita rifugiati siriani, dislocato nel deserto giordano, si appresta a diventare una “città temporanea”. Lo conferma all’Agenzia Fides Wael Suleiman, direttore di Caritas Giordania. “Con 130mila persone presenti nel campo, per un tempo che potrebbe durare ancora anni, i responsabili dell’Onu e il governo giordano hanno ritenuto che la sua trasformazione in centro abitato fosse l’unica scelta possibile. Quindi avremo nel deserto una al-Zaatari new city. I lavori per portare l’acqua, l’elettricità e i servizi sono già iniziati”.
Il sovraffollamento a Zaatari è uno dei fattori che continua a rendere piena di tormenti la vita quotidiana degli ospiti del campo. Soprusi e violenze, soprattutto verso le donne, sono all’ordine del giorno. I ragazzi crescono senza nessun tipo di attività scolastica e formativa. E la prospettiva di passare un altro inverno nelle tende appare insostenibile a quelli che vivono ancora accampati.
Le cifre fornite dall’Onu parlano di 1 milione 300mila siriani che hanno trovato rifugio nel Regno Hascemita.

Fonte: Agenzia Fides

L’articolo Giordania, il campo profughi di Zaatari diventerà “città provvisoria” sembra essere il primo su TSD Comunicazioni.

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“Gaza non deve essere dimenticata! La situazione sta peggiorando sempre di più. Dopo la seconda rivoluzione egiziana, quella che ha deposto il presidente Morsi, le gallerie che collegavano Gaza all’Egitto sono state quasi tutte distrutte su input del governo e la popolazione non ha più possibilità di far entrare prodotti e merci necessari alla vita quotidiana”. E’ il grido di dolore di Padre Raed Abusahlia, direttore di Caritas Gerusalemme, in un’intervista a Daniele Rocchi per l’Agenzia Sir.
Padre Abusahlia fa il punto delle condizioni di vita nella Striscia, all’indomani della creazione, a Gerusalemme, di una task force formata da una dozzina di organizzazioni umanitarie cattoliche che dovrà stilare un quadro preciso delle emergenze e dei bisogni della popolazione, cristiana (solo 1700 fedeli, di cui meno di 300 cattolici) e non, della Striscia. “Lunga 45 chilometri e larga da sei a dodici, con il suo milione mezzo di abitanti, ma c’è chi dice che siano due, Gaza – ribadisce il direttore – è la più grande prigione del mondo a cielo aperto. Il livello di miseria è altissimo, specie ora che all’embargo israeliano si è aggiunto il blocco egiziano”.

Padre Raed Abusahliah,
direttore di Caritas Gerusalemme

La lista delle emergenze è lunga e drammatica. …continua a leggere

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Ho appena rivisto IL SIGNORE DEGLI ANELLI – LE DUE TORRI e devo dire che mi e’ venuto da fare un bel paragone con quello che viviamo anche noi. Il potere delle tenebre avanza, e nell’opulenza la bestia balla, come cantano i miei fratelli. E quando in certi momenti sembra che tutto sia finito, sei con le spalle al muro e la speranza sembra morta…ecco che all’improvviso guardi verso est e vedi le prime luci dell’alba che stanno arrivando e comprendi che c’e’ ancora una speranza…

Ed ecco che in queste tenebre betlemite basta una bella telefonata e un bel film che ti ridonano subito la fiducia e il coraggio di continuare a resistere e combattere perche’ “Noi non dovremmo nemmeno essere qui… ma ci siamo! “ come dice Sam l’impavido! Che poi continua con una commovente riflessione che devo dire mi ha fatto parecchio bene e con la quale voglio ringraziare il Signore che mi aiuta ancora a guardare verso est:

“E’ come nelle grandi storie Padron Frodo, quelle che contano davvero: erano piene di oscurita’ e pericoli e a volte non volevi sapere il finale perche’ come poteva esserci un finale allegro? Come poteva il mondo tornare come …continua a leggere

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“Sono arrivati alle 5 di mattina. Ci hanno costretti ad uscire dalla nostra casa. Ci hanno tolto i cellulari e ci hanno impedito di avvertire qualcuno. Siamo rimasti a guardare mentre i buldozer devastavano la casa.” Sono le parole della famiglia che abitava oramai da diversi anni nella casa di proprieta’ del Patriarcato Latino di Gerusalemme appena accanto al check point di Betlemme, distrutta qualche giorno fa’ dalla Municipalita’ di Gerusalemme. Sono arrivati i soldati dell’esercito a “difendere” i buldozer mentre distrugevano tutto. Oggi insieme al Patriarca, ai nostri vescovi, a tanti preti e tantissimi laici siamo stati a manifestare contro questa decisione ingiusta ed assurda. C’eramo anche i consoli generali di Italia e Belgio a supportare la nostra manifestazione. Il Patriarca ha alzato la voce anche contro il metodo usato : “Pur sapendo benissimo che la casa era di nostra proprieta’ nessuno ci ha avvertito di questo gesto folle ed unilaterale. Questa volta non possiamo fare silenzio di fronte a questa ingiustizia”. Oggi ci siamo ritrovati insieme a tanti altri sacerdoti e rappresentanti delle varie chiese per dire il nostro NO a questa politica di “pulizia”. Tutta la zone di ulivi rimasta fuori dal muro …continua a leggere

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E’ successo questo pomeriggio al muro. Durante la preghiera del venerdi’. I nostri piccoli al termine di ogni Ave Maria gridavano con tutta la loro voce : AMIN. E vi confesso che per la prima volta ho sentito la potenza di queste quattro lettere. Gridate dai piccoli e con i piccoli hanno assunto una forza straordinaria! AMIN come dicevano in arabo i piccoli viene dall’ebraicoאמן = AMAN e si puo’ tradurre con “ è vero, cosi’ sia!”. E’ il nostro AMEN che spesso diciamo senza consapevolezza.

Ma mi sovviene che ci dicevano a scuola che Amen puo’ assumere anche un altro significato : CI STO’ ! Ed e’ bello pensare allora a questa grande sfida che il Signore ci ha lanciato e alla quale stiamo cercando di rispondere almeno ogni venerdi’ : Avete abbastanza fede da spostare i muri??? Ci credete davvero che la forza della preghiera puo’ fermare una guerra??? Ci state???

Oggi la sfida è stata raccolta dai 15 piccoli ospiti della Home of Peace di Betlemme che si sono uniti alla nostra Intifada della preghiera! Sono stati davvero dei grandi i nostri piccoli e il loro grido di battaglia, il loro e nostro AMIN = “SI, …continua a leggere

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Questa mattina abuna Ibrahim ha avuto la possibilita’ di pregare con Papa Francesco per la Pace in Medio-Oriente e soprattutto ha potuto abbracciarlo dopo la celebrazione a Santa Marta. Un minuto. Ma tanto e’ bastato ad abuna Ibrahim per dire al Papa tutta la sofferenza di un popolo, tutta la speranza che i cristiani di Terrasanta ripongono nella sua visita e per consegnargli questa lettera che vorrei condividere anche con voi :

Sua Santità,
E’ una benedizione per la mia comunità e per me stesso di avere l’opportunità di poterle portare a conoscenza personalmente la nostra sofferenza attuale e le nostre speranze per il futuro. Santità, lei è l’unica persona su questa terra che può proteggere il futuro della comunità cristiana di Beit Jala, Palestina.
La comunità della Chiesa dell’Annunciazione a Beit Jala, la parrocchia più antica per il Patriarcato Latino di Gerusalemme, è stato vittima di ingiustizia in quanto le sue terre furono occupate da Israele nel 1967. Da quel momento, più di due terzi della nostra terra sono stati presi da Israele per costruire insediamenti illegali, il Muro di Annessione, strade esclusive per i coloni ebrei e altre infrastrutture al fine di annettere la nostra terra …continua a leggere

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Oggi non abbiamo parole, se non quelle dei salmi che la preghiera liturgica ci mette sulle labbra in questi giorni: “Minaccia la belva dei canneti, il branco dei tori con i vitelli dei popoli… o Dio disperdi i popoli che amano la guerra…». “Il Signore dal cielo ha guardato la terra, per ascoltare il gemito del prigioniero, per liberare i condannati a morte»… “ascolta o Dio la voce del mio lamento, dal terrore del nemico preserva la mia vita; proteggimi dalla congiura degli empi, dal tumulto dei malvagi. Affilano la loro lingua come spada, scagliano come frecce parole amare… Si ostinano nel fare il male, si accordano per nascondere tranelli, dicono: “Chi li potrà vedere? meditano iniquità, attuano le loro trame. Un baratro è l’uomo, e il suo cuore un abisso”. Lodate il mio Dio con i timpani, cantate al Signore con cembali, elevate a lui l’accordo del salmo e della lode, esaltate e invocate il suo nome. POICHE’ IL SIGNORE E’ IL DIO CHE STRONCA LE GUERRE. “Signore, grande sei tu e glorioso, mirabile nella tua potenza e invincibile”».

Guardiamo la gente attorno a noi, i nostri operai che sono venuti a lavorare tutti come sospesi, attoniti: “Hanno deciso di …continua a leggere

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Anche oggi, come tanti altri venerdi’, abbiamo dato vita alla nostra INTIFADA Cristiana tra BetJala e Betlemme. E che vita oggi!!! Eravamo tanti : c’erano gli amici di Bologna del gruppo UN PONTE PER LA TERRASANTA con abuna Max. C’erano i ragazzi spagnoli della Caritas che stanno svolgendo un campo di servizio presso le nostre parrocchie. Ma soprattutto c’erano 80 giovani provenienti da tutta la Palestina che in questi giorni sono al Campo Scuola diocesano a BetSahour. Un bel mix di giovani!!!

Sotto gli ulivi abbiamo celebrato l’Eucaristia per ridire il nostra SI al Dio della Pace ed il nostro NO al muro della vergogna che vuole mangiare la terra e gli ulivi delle nostre famiglie cristiane. Siamo ancora in attesa del giudizio della Corte Suprema dello stesso stato che rubera’ la terra di BetJala e questo non ci da’ speranza ma soprattutto quello che ci fa’ “sorridere” e’ il ridicolo teatrino messo in piedi dagli americani che vogliono farvi credere che il processo di pace e’ ripartito…vi domando : come possiamo crederci noi che viviamo qua’ e che vediamo con i nostri occhi che sul campo la politica e’ tutt’altra ? Venite anche voi e vedrete che ogni giorno viene …continua a leggere

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